RIFLESSIONI

ZZZZZOOM!!!!

Da qualche settimana, nonostante le resistenze che ci hanno tenuti fermi dall’usare i mezzi tecnologici per tutta la durata del primo lockdown, abbiamo iniziato a proporre lezioni online di danze folk. Ci siamo appoggiati ad una delle molte piattaforme disponibili. Non eravamo sicuri del buon esito del nostro esperimento e soprattutto non eravamo sicuri che l’esperienza avrebbe fatto al caso nostro. Ciò nonostante ci siamo buttati in questa avventura. Il nostro desiderio più grande era mantenere vivo il legame con gli appassionati di ballo con cui condividevamo settimanalmente i nostri incontri e avere uno stimolo personale alla pratica e allo studio.

Oggi siamo ancora qui, a fare le prove nel salotto di casa prima di una diretta. L’esperimento è andato bene, oltre il previsto. Tra i punti di forza ci sono quelli che hanno a che fare direttamente con il nostro lavoro. Siamo stimolati a ripensare l’insegnamento delle danze e la scelta delle stesse, selezionando materiali che meglio si prestano ad un lavoro a distanza. La difficoltà di ripensare materiali e didattica diventa opportunità di approfondire metodi e trovare altre risorse. Per chi partecipa sicuramente c’è la possibilità di non perdere il filo rispetto al percorso fatto, di rimanere in contatto (attraverso uno schermo di computer) con i compagni di percorso, di ricevere stimoli al movimento e allo studio.

Non possiamo però nasconderci davanti ai limiti di questo tipo di lavoro: non tutti hanno la familiarità necessaria con la tecnologia; lo studiare una danza, un passo, attraverso un piccolo schermo, richiede uno sforzo notevole; manca la presenza corporea del gruppo con cui si condivide l’esperienza: il gruppo funge da amplificatore  della proposta dell’insegnante rendendola più chiara; l’interazione diretta è limitata a determinati momenti durante la lezione.

Nonostante i limiti scegliamo di continuare, fino a quando sarà necessario, con le nostre proposte on line. Questo perché ne vediamo soprattutto gli aspetti positivi. Ci piacerebbe però confrontarci con altri insegnanti e corsisti, per conoscere le riflessioni e le esperienze personali. 

Lasciamoci per un momento suggestionare dall’etimologia delle parole e consideriamo la parola greca KRISIS, che tra i  suoi significati annovera quello di scelta. Questo è un momento di “crisi”, ma vogliamo che la nostra crisi, con le scelte che ci costringe ad operare, possa diventare opportunità di crescita. Cosa ne pensate?

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