RIFLESSIONI

GIUGNO 2021: le zoom-lezioni sono agli sgoccioli. Cosa resta?

In questo lungo periodo abbiamo letto e ascoltato molte parole sulla danza. Mutilata della possibilità di essere in presenza, cancellata dal quotidiano, trasportata talvolta dietro il vetro di uno schermo, la danza ha faticato a sopravvivere. Io stessa per mesi mi sono rifiutata di fare alcunché on line. Mi pareva di svilire la ricchezza che c’è nella danza e nell’incontro attraverso di essa. Poi ho provato. Da queste parti si dice: Piutost che nient, l’è mei piutost. Invece mi sono sorpresa: altro che niente! Il bisogno di incontrarsi ha rotto schemi e schermi! Siamo stati davvero insieme, abbiamo parlato, danzato, suonato… Abbiamo condiviso e spezzato l’isolamento e il senso di impotenza. Come scrive giustamente Roberta, danzamovimentoterapeuta, in un suo post su Facebook, “non potremo fare a meno per sempre del corpo in carne ed ossa”, ma siamo comunque riusciti a creare qualche cosa di bello per noi e per gli altri.

Potrei riportare molti episodi, frasi che mi sono state dette a voce o affidate pudicamente ad una e-mail. Addirittura le bambine più piccole, quelle che a 5 anni a settembre arrivavano in sala danza con il tutù rosa e le scarpine morbide, qualche mese dopo hanno saputo sorprendermi con la loro capacità di ritrovare il senso e la relazione attraverso il computer e nonostante esso. Mi hanno contagiata e spronata a percorrere strade inesplorate, comunicandomi il piacere del gioco e dell’invenzione; mi hanno fatto capire l’importanza di quell’appuntamento e l’importanza di essere insieme per fare quell’attività. “Maestra, perché oggi non c’è con noi Francesca?”, mi ha chiesto un pomeriggio Maria. Queste sue parole spontanee, immediate, naturali hanno squarciato un velo che avevo davanti agli occhi: non era vero, come io stupidamente pensavo, che ognuna delle mie piccole ballerine viveva l’incontro come una sorta di replica di BIM BUM BAM (si, lo so: oggi ci sono altri programmi, sono rimasta ferma a qualche decennio fa!). Loro e lo schermo. In un rapporto unidirezionale tra me e ciascuna di loro. Invece riuscivano comunque a vivere la presenza e l’incontro anche con le compagne di danza. Da quel momento mi sono adoperata per amplificare quanto più possibile il dialogo attraverso le finestrelle dello schermo, il gioco e lo scambio.

Anche per gli adulti l’appuntamento su zoom è stato un momento importante nel rosario dei giorni scanditi dalle nefaste notizie televisive. “All’inizio avevo partecipato per contrastare l’ansia e la solitudine, poi invece mi sono molto appassionata ai nostri incontri, anche perché ho imparato un sacco di cose nuove…” scrive una corsista; un altro osserva: “E’ bello vedervi ballare in due, da una emozione forte e mi da la sensazione di essere in gruppo”; un altro ancora scrive: “(mi avete dato) il senso di incontrare comunque degli amici e delle cose non banali pure da casa…Anzi per me era ancora più comodo che venire fino a Milano…”. E poi quando si sta bene insieme verrebbe da dire: “Facciamo un rinfresco? Ognuno porta qualcosa da mangiare? Opss, non mi ricordavo che l’incontro era on-line!!!”

Grazie di cuore a tutti! Si sta aprendo una nuova fase, ma serberò nel cuore quanto appreso in questa!


ZZZZZOOM!!!!

NOVEMBRE 2020: come danzare su zoom?

Da qualche settimana, nonostante le resistenze che ci hanno tenuti fermi dall’usare i mezzi tecnologici per tutta la durata del primo lockdown, abbiamo iniziato a proporre lezioni online di danze folk. Ci siamo appoggiati ad una delle molte piattaforme disponibili. Non eravamo sicuri del buon esito del nostro esperimento e soprattutto non eravamo sicuri che l’esperienza avrebbe fatto al caso nostro. Ciò nonostante ci siamo buttati in questa avventura. Il nostro desiderio più grande era mantenere vivo il legame con gli appassionati di ballo con cui condividevamo settimanalmente i nostri incontri e avere uno stimolo personale alla pratica e allo studio.

Oggi siamo ancora qui, a fare le prove nel salotto di casa prima di una diretta. L’esperimento è andato bene, oltre il previsto. Tra i punti di forza ci sono quelli che hanno a che fare direttamente con il nostro lavoro. Siamo stimolati a ripensare l’insegnamento delle danze e la scelta delle stesse, selezionando materiali che meglio si prestano ad un lavoro a distanza. La difficoltà di ripensare materiali e didattica diventa opportunità di approfondire metodi e trovare altre risorse. Per chi partecipa sicuramente c’è la possibilità di non perdere il filo rispetto al percorso fatto, di rimanere in contatto (attraverso uno schermo di computer) con i compagni di percorso, di ricevere stimoli al movimento e allo studio.

Non possiamo però nasconderci davanti ai limiti di questo tipo di lavoro: non tutti hanno la familiarità necessaria con la tecnologia; lo studiare una danza, un passo, attraverso un piccolo schermo, richiede uno sforzo notevole; manca la presenza corporea del gruppo con cui si condivide l’esperienza: il gruppo funge da amplificatore  della proposta dell’insegnante rendendola più chiara; l’interazione diretta è limitata a determinati momenti durante la lezione.

Nonostante i limiti scegliamo di continuare, fino a quando sarà necessario, con le nostre proposte on line. Questo perché ne vediamo soprattutto gli aspetti positivi. Ci piacerebbe però confrontarci con altri insegnanti e corsisti, per conoscere le riflessioni e le esperienze personali. 

Lasciamoci per un momento suggestionare dall’etimologia delle parole e consideriamo la parola greca KRISIS, che tra i  suoi significati annovera quello di scelta. Questo è un momento di “crisi”, ma vogliamo che la nostra crisi, con le scelte che ci costringe ad operare, possa diventare opportunità di crescita. Cosa ne pensate?

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