DANZE PER LA SCUOLA

GIUGNO 2020: CI PUO’ ESSERE                                DANZA A DISTANZA?

Inevitabilmente abbiamo dovuto affrontare anche noi questo tema: prima l’emergenza COVID, poi la sospensione di tutte le attività  didattiche in presenza, infine le prospettive di distanziamento anche a settembre…

Ma ci può essere danza a distanza? Di pancia diremmo senza dubbio che no, che non è possibile danzare lontani, da soli, magari davanti ad uno schermo. E’ difficile per noi adulti, che pure abbiamo sperimentato le varie proposte di corso on line spuntate come funghi nel fitto bosco del web. E’ stato un modo per rimanere attivi, svegli, per vincere l’apatia che l’isolamento e la chiusura comportano. Ma ora che le cose stanno lentamente ritornando ad un respiro normale, affiora prepotente in quasi tutti, il bisogno di ritrovare la dimensione vitale e vivificante dell’incontro, del contatto, della presenza. 

E veniamo ai bambini, sottoposti per mesi alla DAD (bravissimi gli insegnanti: si sono dovuti reinventare in tempo lampo come esperti di comunicazione on-line) e sottratti al loro contesto normale di incontri-scontri, di gioco e di crescita. 

Quando noi proponiamo i laboratori di danze popolari e di danzamovimentoterapia, il contatto (come attuare questo contatto, con quali attenzioni, con quali strategie) è un momento fondamentale del nostro lavoro. Anche la tematica irrinunciabile dell’ascolto va agita, e non lo si può fare nella solitudine ma attraverso l’incontro: l’altro mi fa da specchio, il gruppo è il contenitore di emozioni, trasgressioni, ricerca e messa in prova delle propria dimensione.

Ritorniamo allora al tema di partenza: ci può essere danza a distanza? Noi abbiamo rinunciato a produrre materiali on line destinati ai bambini, a parte un video di saluto alle classi con cui il lavoro è stato sospeso all’improvviso. Abbiamo preferito dedicare questo tempo allo studio e alla riflessione.

Siamo pronti a ripartire a settembre. Speriamo di cuore che la situazione consenta di ricominciare laddove eravamo rimasti, prendendoci per mano, ricostruendo un cerchio spezzato, ritrovando la forma e nella forma la condivisione. 

Ma se non sarà ancora possibile trovare il ritmo comune del respiro ascoltando il movimento dei corpi che fanno entrare ed uscire l’aria, se non sarà possibile vivere il contato dell’altro che mi trasforma, vogliamo proporre comunque le nostre danze in presenza: anche lo sguardo può diventare contatto trasformatore, però dal vivo, non con la mediazione di una macchina (in questo momento comunque importantissima…e meno male che c’era questo!), attraverso gli occhi di tutti i bambini e degli adulti che hanno il diritto di vivere un’esperienza viva e calda. Stanno maturando in noi idee, percorsi, modalità: avremo modo di parlarne presto. 

Per il momento vi auguriamo un buon inizio estate, pieno di cose belle e nutrienti!

SETTEMBRE 2019: DANZE PER LA SCUOLA.                  SI RICOMINCIA!!!! 🙂

Proporre danze nella scuola è per noi qualcosa di più e di diverso dal far fare movimento ai bambini (che poverini, stanno già tante ore seduti!!!); oppure dal costruire coreografie “carine” da presentare a genitori emozionati (quello è mio figlio: ahh, è così bravo, di certo andrà alla Scala!).

E’ più un’educazione gentile all’ascolto: se sono capace di ascoltare la musica, i compagni, gli adulti, posso accedere a mondi inimmaginabili, posso scoprire storie fantastiche, posso confrontarmi e crescere!

E’ anche un allenamento all’uso consapevole dello spazio che non è mai vuoto, ma sempre condiviso e pieno (ci sono i compagni, gli adulti, e tutti gli oggettive fanno la scuola bella e colorata e preziosa e di tutti!).

E’ un prendere confidenza con il proprio corpo, con le sue forme che cambiano e la sua creatività.

Ed è anche l’esplorazione di suoni e gesti che raccontano di mondi oggi non più così lontani, ma che è bene incontrare e ri-conoscere con curiosità e rispetto: i nostri confini si sono allargati e possiamo ascoltare musiche indiane o sudamericane o orientali con estrema facilità!

E’ infine la possibilità di conoscere il nostro paese, l’Italia, così ricco e di musiche e danze che ci dicono molto dei luoghi che le hanno inventate (manfrine, tarantelle, danze provenienti dalle minoranze etniche del nostro paese, danze gioco, danze che alludono alla guerra, danze storiche…).

Per noi fare danze nella scuola è offrire uno strumento prezioso ai bambini per farli crescere con armonia, curiosità, consapevolezza.

FINE MAGGIO: SAGGI IN CORSO!!!

Avevo scritto qualche riga sui saggi di fine anno qualche giorno fa, mentre con gli insegnanti ero intenta a definire una scaletta plausibile delle danze presentate, dei materiali necessari e dei compiti di ciascuno.

Oggi siamo arrivati finalmente al dunque. I miei tavolini di lavoro sono ingombri delle cose più disparate: dal mixer modello mignon per poterlo portare ovunque, alla grande cassa capace di riempire di suono la sala mensa, alle collane di fiori per le danze polinesiane, a un nido di piccoli condor (realizzato da un artigiano argentino), a un microfono ad archetto che mi fa sembrare tanto Ambra Angiolini (ma con oltre 100 bambini e il doppio dei genitori è fondamentale), a tamburelli, creste leonine e altro ancora.

Come al solito il vociare degli adulti supera di gran lunga le voci dei bambini che, essendo molto emozionati, sono attenti e silenziosi. Quello che mi colpisce è il numero di telefonini branditi il più in alto possibile come  bandiere luminescenti. Non posso fare a meno di notare che questi genitori non applaudono, non cantano, non battono le mani accompagnando i momenti più belli delle danze dei loro figli: sono statue congelate in un gesto che solo apparentemente è di partecipazione, ma che manifesta una pericolosa estraneità al movimento, al suono…alla vita.

MESE DI MAGGIO:

PROVE PER IL SAGGIO?

Mese di maggio: i percorsi di #danzepopolari e di #danzaterapia avviati nelle scuole materne e primarie di Milano e dintorni si stanno per concludere.
Talvolta gli insegnanti mi chiedono di preparare un piccolo spettacolo, più spesso (soprattutto chi conosce il mio modo di lavorare) una lezione aperta.

La differenza è tutt’altro che di poco conto.
Durante la lezione aperta ho la libertà di improvvisare e di intervenire, esattamente come faccio durante l’attività.
Sottraggo gli insegnanti e i bambini dall’ansia di prestazione (in fondo non stiamo facendo un vero e proprio spettacolo, anche se naturalmente ognuno cerca di dare il proprio meglio) e posso concentrarmi sul senso profondo del mio lavoro con la #danza.

In ogni caso emozione e soddisfazione restano intatte.

Danzare è una strada (bella a mio parere) per imparare a stare al mondo, per prendere coscienza del proprio corpo e delle sue possibilità creative ed espressive, per mettersi in gioco con gli altri, per vibrare con la musica che, a ben guardare, vive in tutto ciò che ci circonda: nella voce di chi amiamo, nel nostro cuore-tamburo, nel rumore di passi e perfino nell’abbaiare di un cane (e io, che di cani ne ho due, di abbaiare ne capisco!!!)

N.B. Ovviamente non sono contraria in senso assoluto allo spettacolo di fine anno che, anzi, preparato nel dovuto modo, ha molte potenzialità per la crescita dei bambini in consapevolezza, responsabilità, autonomia ecc ecc (non mi voglio dilungare); sono solo riflessioni a voce alta di un’insegnante di danza nella scuola nel mese di maggio! 🙂

SCUOLA MATERNA E PRIMARIA

QUATTRO PERCORSI

GIOCARE E CRESCERE CON LA MUSICA
  per i più piccini un laboratorio di esplorazione dentro e fuori di se’ attraverso la musica, i giochi ritmici e stimoli di danzamovimentoterapia

ALICE NEL PAESE DELLE MILLE DANZE
 danze per bambini dai 5 continenti in un viaggio di scoperta dove “strano” e “straniero” sanno essere fonte di bellezza e ricchezza

LA PIAZZA DELLE MERAVIGLIE
 le danze tradizionali del nostro paese, visto attraverso una prospettiva inedita

UN PONTE ARCOBALENO TRA LA FIABA E LA DANZA gioco narrativo e danza si intrecciano per un racconto fatto di gesti e parole

P1220042
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